Kubernetes vs. Docker

Quali sono i migliori strumenti per creare, gestire e orchestrare i container? Facciamo un po’ di chiarezza su Kubernetes e Docker, le loro differenze e le loro funzioni.

Kubernetes vs Docker: quale fa al caso della mia azienda? Qual è il più funzionale alla gestione dei container? 

Domande che, per quanto comuni, nascono dall’errato presupposto che Kubernetes e Docker siano dei tool in competizione tra loro. In realtà possiamo considerarli complementari ed entrambi sono molto utili al fine di creare, gestire e orchestrare al meglio i container.

Per risolvere l’arcano in poche parole: Docker è una piattaforma di containerizzazione. Kubernetes è un orchestratore di container per piattaforme container come Docker.

Un terzo elemento può poi essere inserito in questo confronto: Docker Swarm, la soluzione di clustering nativa di Docker. Come vedremo più avanti, tuttavia, in quanto a funzionalità e complessità è difficilmente paragonabile a Kubernetes. 

In questa nuova ottica le giuste domande da porsi sono:

  • Cosa sono e come funzionano Kubernetes e Docker? 
  • Quali benefici posso trarre da questi strumenti?
  • Come utilizzarli insieme per massimizzarne l’efficacia?

In questo articolo presenteremo le due tecnologie, le loro funzioni e i loro vantaggi. Cercheremo di sciogliere il nodo Kubernetes vs Docker e di aiutarti a scegliere i migliori tool per lo sviluppo di applicazioni moderne e performanti.

Cos’è Docker

Docker è uno dei pilastri del mondo della programmazione a container. Questo nome viene utilizzato per indicare la tecnologia di containerizzazione, il progetto open source da cui è nata e la sua community, così come la società finanziatrice, Docker Inc., e gli strumenti da essa supportati. In questo articolo useremo il termine “Docker” per riferirci alla tecnologia in sé, ma le numerose declinazioni della parola dimostrano come Docker sia una delle più importanti realtà nello sviluppo di applicazioni containerizzate.

Quello di cui si occupa Docker è, fondamentalmente, il processo di creazione ed esecuzione dei container, e la conseguente archiviazione e condivisione delle immagini ottenute da tale processo. 

La piattaforma offre numerosi vantaggi rispetto ai classici container Linux: 

  • rende possibile un deploy più rapido, eliminando la necessità di avviare un sistema operativo all'aggiunta o modifica di un container;
  • permette di eseguire il rollback grazie alle sue immagini composte "stratificate";
  • ha un'ottima portabilità in quanto Docker containerizza le singole applicazioni insieme a tutti i file di configurazione di cui necessitano per funzionare. 

Docker è gratuito, ma presenta anche una versione Enterprise a pagamento, che offre funzionalità avanzate e ulteriori vantaggi.

 

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Cos’è Kubernetes

Kubernetes nasce da un progetto Google diventato open source nel 2014 e ora mantenuto dalla Cloud Native Computing Foundation. Il suo nome deriva dal greco e significa timoniere o pilota; questo perchè Kubernetes è una piattaforma di orchestrazione dei container

Cosa vuol dire, però, orchestrazione? L'orchestrazione è una procedura che aiuta i team a gestire attività e flussi di lavoro complessi più agilmente grazie ad operazioni di configurazione, gestione e coordinamento automatizzate. Tornando al parallelismo nautico, possiamo dire quindi che Kubernetes è il “pilota automatico” che i team possono programmare per gestire anche i più complessi sistemi IT.

Sono numerosi e importanti i vantaggi di Kubernetes per le aziende, sia per quanto riguarda tempi e costi di sviluppo delle applicazioni che per quanto riguarda la loro qualità e competitività nell’odierna Digital Transformation. La natura Cloud Native di questa piattaforma, infatti, la rende più flessibile in ambienti multi cloud, facilmente scalabile e migrabile in nuovi ambienti cloud. 

Proprio per questi motivi Kubernetes è stato scelto da molti grandi player. Nel nostro articolo sulle aziende che usano i container e Kubernetes, ad esempio, puoi leggere perché Primerica, Spotify e Caleffi hanno deciso di affidare a questo tool l’orchestrazione dei loro sistemi.

Docker Swarm vs Kubernetes

Come abbiamo anticipato, a livello logico il vero competitor di Kubernetes è Docker Swarm, il tool di orchestrazione offerto direttamente da Docker. Va sottolineato, però, che Swarm presenta meno vantaggi rispetto a Kubernetes; ad esempio non offre auto-scaling ed è limitato dall’utilizzo univoco dell’API Docker. D’altro canto ha una buona comunità a sostegno, è semplice da installare e ti guida nell’apprendimento del suo utilizzo. 

Può quindi essere una buona soluzione se la tua applicazione è semplice e non ha grandi requisiti di configurazione, e se hai bisogno di qualcosa che puoi predisporre rapidamente. 

Se invece hai necessità di scalare la tua applicazione o di gestire un certo livello di complessità, Swarm potrebbe essere troppo restrittivo. In questi casi scegliendo Kubernetes beneficerai dell’auto-scaling e di maggiori opzioni di customizzazione. Ma attenzione al rovescio della medaglia, perché va anche messo in conto che il processo di apprendimento potrebbe essere un po’ più difficile e lungo, almeno inizialmente.

Kubernetes vs Docker: è giusto compararli?

Come abbiamo visto, i due tool hanno funzioni diverse e sono tra loro complementari. Docker si occupa, in parole povere, di creare ed eseguire container rapidi, portabili e scalabili in cui far risiedere le applicazioni. Dal canto suo Kubernetes si occupa di gestire questi container all’interno dei sistemi IT con due obiettivi: 

  • garantire che il workflow che porta dalla creazione di un container alla sua distribuzione sia il più rapido ed efficiente possibile;
  • assicurare che anche al fallimento di un container sia già pronta una soluzione per evitare che la applicazione subisca downtime.

Ormai ti sarà chiaro: non c’è alcuna necessità di scegliere tra Kubernetes e Docker, anzi è proprio dal loro utilizzo combinato che puoi trarre i maggiori vantaggi per la tua applicazione.

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